lunedì 29 novembre 2010

Dove faccio sedere il Grinch?




Per sentire un po il clima natalizio, mi sono fatto una giro di ricognizione al viridea. Per chi non lo sapesse, è praticamente il giardino di Babbo Natale. Con tanto di renne, trenini e palle di ogni sorta.

Ok. Il Natale, a quanto pare, quest anno farà schifo, se il buongiorno si vede dal mattino. Anche io, come tanti, mi son detto massì è presto ancora, ma a quanto pare il mondo intero non la pensa allo stesso modo.

Vabbè.

E quando si dice riscoprire il vero significato del Natale... beh, io direi di non averne bisogno. Il significato vero già lo conosco.

Regali e cibo. E amici.

E ognuno di questi, dovresti sceglierli al meglio, mica da servire il salmone avariato e fartelo andare di traverso. Mica che scegli una teiera per il tuo amico rocker. O mica che ti porti in casa uno che manco conosci.

Mi sa che quest anno il Natale me lo vivo così come è arrivato. Inaspettato e non sentito.

Devo solo decidere dove far sedere a tavola il Grich.

venerdì 15 ottobre 2010

Scacco matto





Sono tornato.

Sono tornato perchè ho qualcosa da dire e qualcosa da ascoltare. Da capire.

Sono tornato perche non voglio rinunciare a quella parte di me che scalpita e si dimena perchè sa.
Conosce ogni singolo frammento di me, quello che è stato, che è e quello che rappresenta.
La fatica della conquista, la spinta del risultato, la bellezza del viaggio, la soddisfazione di stringere le cose a te più care.

Non so voi, ma la mia peggior nemica è, da sempre, la paura.
La pigrizia, al secondo posto.

E la paura di esser pigro, che può sembrare una tautologia bell' e buona, ma è la pura verità:
come puoi sperare di correre, lottare, lavorare, amare, sperare, perfino ridere, tutto. Tutto è impossibile per il pigro.
La paura ti porta verso l'oblio e prima che te ne renda conto sei imprigionato in barriere che ti sembrano così robuste, così alte, così invincibili.

Ci si guarda indietro e si sorride a quel che è stato. Perchè l'idea del futuro è la cosa eccitante.

Discorsi sconclusionati che non dicono nulla ai più, e comunque poco ai pochi.
Basterebbe così poco...Ma non chiedo. Non dico. Non vedo. Non voglio. Non più.

"Infine, voglio ringraziare tutti coloro che, in un modo o nell'altro, sono entrati nella mia vita.
In ognuno trovo ogni giorno la gioia di vivere e la grinta per continuare a costruire ciò che sono e, con determinazione e coraggio, ciò che desidero essere. "

Ed è la nota conslusiva dei ringraziamenti della mia tesi. Non la sputtanerò.

Sono tornato.

lunedì 26 luglio 2010

E mò basta, però!




Ognuno dovrebbe capire da sè quando è il momento di piantarla.

Piantarla di bere, fumare, mangiare o dormire.

O semplicemente di rompere i coglioni.

Voglio dire, necessariamente la vita, che piaccia o no, conduce su strade fittamente intrecciate con persone della peggiore specie.
Quella gelosa, quella che se ne sbatte. Quella che te la dà, quella che piuttosto ci pianta il basilico. Quella che sa quando è ora di smetterla, e quella che proprio se non le tiri un cartone non la capisce.

Che poi io sono per la non-violenza, ma sono davvero disarmato nei confronti di tanto masochismo che porta solo tanto, tanto, tanto amaro in bocca.

E' così bello tornare a casa a mento alto, che io proprio non ci voglio rinunciare.

Allora, dove l'ignoranza parla, l'intelligenza sorride in silenzio. E gode.
Certo non è il mio caso, io faccio la parte dell'ignoranza, in questo caso.

Certo sono acido. Certo sono cinico.

Certo. Sono insopportabile.